10 caratteristiche comuni delle persone che non possono diventare musicisti professionisti / Certificazione Musicale Unificata Mondiale

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Questa volta vorrei condividere alcune caratteristiche comuni delle persone che non riescono a diventare musicisti professionisti o a vivere della musica. Ci sono diversi tratti comuni tra coloro che falliscono nel diventare musicisti professionisti. Questi tratti non sono necessariamente legati a una mancanza di talento. Piuttosto, riguardano spesso l’impegno, l’ambiente, la mentalità, le competenze e la capacità di costruire relazioni. Di seguito, spiegherò in dettaglio le caratteristiche comuni delle persone che fanno fatica a rendere la musica la loro professione.

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1. Impegno mal indirizzato
L’industria musicale è altamente competitiva e creare semplicemente musica o migliorare le abilità tecniche non è sufficiente per avere successo. Molti artisti si concentrano sullo sviluppo delle abilità tecniche, ma se il loro impegno trascura altri fattori importanti, il percorso verso il successo può sembrare lontano.

  • Imitare gli artisti preferiti
    Senza espressione personale o individualità, copiare semplicemente gli artisti che ammiri porta a perdersi nella massa. È naturale voler emulare i musicisti che si ammirano, ma farlo senza creare un valore unico riduce il proprio valore. Sforzati di creare un fascino e un’identità distinti.

  • Pensare che invitare amici ai propri concerti sia impegno
    Uno scenario comune nelle attività di band è inviare messaggi agli amici per partecipare ai concerti. Questo è completamente inutile se il tuo obiettivo è il professionismo; contare sugli amici per riempire i posti non ti renderà un professionista. Invitare famiglia o amici a concerti importanti, come concerti solisti o eventi di lancio di album, va bene, ma non usare conoscenti solo per raggiungere quote di biglietti.

  • Affidarsi ai compagni di band per il numero di spettatori
    Alcune band si scambiano la partecipazione ai concerti reciproci. Questo fa solo circolare denaro e impegno in un piccolo cerchio e non sviluppa un vero pubblico. Le band che sembrano avere molti fan potrebbero semplicemente riempire la sala con amici e conoscenti.

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2. Mancanza di autogestione
Sebbene il mondo della musica sia creativo e libero, richiede anche una forte autogestione. I musicisti professionisti devono gestire i propri programmi, assicurarsi il tempo per le prove, occuparsi di marketing e promozione e, talvolta, gestire la propria attività.

  • Frequenza delle prove
    La coerenza nelle prove è fondamentale. I musicisti professionisti spesso iniziano da bambini, praticando ore ogni giorno per anni. Iniziare tardi, ad esempio imparando la chitarra alle superiori o la voce a 20 anni, è considerato ritardato in questo settore. Chi inizia tardi deve dedicare ancora più tempo alle prove e trovare spazi adeguati. Dire “oggi ero troppo impegnato” o “domani non posso provare” è incompatibile con il diventare professionista. Tratta le prove come un lavoro a tempo pieno, dedicando lunghe ore ogni giorno. Tuttavia, i musicisti di maggior successo sono quelli che godono delle prove, piuttosto che sentirsi obbligati. Concentrati sulla motivazione positiva, come praticare perché vuoi, non perché devi.

  • Frequenza dei post sui social media
    La coerenza è fondamentale nel marketing online. Molti iniziano con entusiasmo pubblicando quotidianamente, ma perdono gradualmente slancio. Pianificare i post in anticipo e programmarli può aiutare a mantenere la costanza. Senza autogestione, prove e attività diventano irregolari e i risultati professionali ne risentono. Per la maggior parte delle persone, assicurarsi tempo, spazio e marketing deve essere costruito da zero.

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3. Mancanza di volontà di apprendere continuamente
Il mondo della musica è in costante evoluzione. Tenersi aggiornati richiede apprendimento continuo: nuovi software di produzione, tecniche, teoria musicale e tendenze del settore. Abilità che una volta richiedevano anni ora possono essere apprese in pochi minuti dai principianti. Attenersi a vecchi metodi senza adattarsi ai trend rischia di renderti obsoleto.

4. Sottovalutare il networking e la costruzione di relazioni
La sola abilità tecnica non basta nell’industria musicale; le relazioni contano. Il networking può portare a collaborazioni, opportunità e visibilità. Ad esempio, se vuoi foto di qualità professionale ma non conosci un fotografo, ne assumi uno. Se conosci un fotografo professionista, ti affidi a lui. Questo è il potere del networking. Anche le migliori composizioni non saranno commissionate se non sei collegato a chi le desidera. Costruire fiducia con produttori, manager, agenti, giornalisti musicali e altri artisti è essenziale. Trascurare questo limita le possibilità di successo indipendentemente dal talento.

5. Incapacità di accettare le critiche
L’industria musicale è critica. I feedback arrivano da fan, professionisti del settore e autovalutazione. I professionisti crescono accettando le critiche e usandole per migliorare. Rifiutare feedback o ostinarsi nei propri metodi ostacola adattamento e riconoscimento.

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6. Non conoscere i propri punti di forza
Molti aspiranti musicisti perdono di vista le proprie qualità uniche o si confrontano negativamente con gli altri. Ogni musicista ha attributi unici: aspetto, capacità vocale, abilità strumentale, senso dell’umorismo, approcci non convenzionali o prospettive legate all’età. Riconoscere e sfruttare questi punti di forza è cruciale. Copiare semplicemente artisti di successo non ti farà emergere. I tuoi difetti percepiti potrebbero essere il talento di qualcun altro; concentrati sulla scoperta della tua individualità.

7. Lasciare che ansia e impazienza influenzino le azioni
Il successo nella musica richiede tempo. L’impazienza può portare a inseguire tendenze o a perdere autenticità. Cercare risultati rapidi spesso erode l’unicità. I professionisti mantengono una prospettiva a lungo termine, costruendo costantemente il loro percorso.

8. Trascurare l’impegno continuo
Il talento e la fortuna contano, ma l’impegno costante è vitale. Molti affrontano ostacoli e battute d’arresto; superarli e sfidarsi persistentemente è essenziale. Arrendersi troppo presto o pretendere risultati immediati impedisce la vera crescita.
Esempio: immagina ghiaccio in una stanza a -10°C. Dopo un anno di sforzi, raggiunge -9°C, ancora congelato. Dopo altri tre anni, -5°C, ancora congelato. Dopo altri cinque anni, -1°C, ancora congelato. Solo a 0–1°C inizia a sciogliersi. Il successo sembra spesso improvviso, ma è il risultato di sforzi costanti verso la soglia.

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9. Sottovalutare l’aspetto commerciale della musica
La sola abilità tecnica non garantisce il successo. L’industria musicale è commerciale. Comprendere marketing, contratti, monetizzazione, branding e promozione è necessario. Aumentare il pubblico e generare entrate richiede pianificazione accurata. Non comprendere il lato business limita la portata e il successo professionale. Il debutto con una major label è spesso idealizzato, ma è solo un contratto. Molti artisti debuttanti non ottengono successo nonostante le abilità tecniche. Creare musica migliore è necessario ma insufficiente; comprendere le strategie di business è altrettanto importante.

10. Mancanza di passione
Infine, la passione è il fattore più importante. Per continuare a creare musica, devi mantenere amore ed entusiasmo anche nei momenti difficili. Senza passione, la musica diventa solo un lavoro, perdendo il suo potere e fascino intrinseco. La passione ispira gli altri e apre la strada al successo.

Conclusione
Chi non riesce a diventare musicista professionista o a vivere della musica spesso condivide i tratti sopra elencati. Migliorare tutti i punti non è obbligatorio, ma consapevolezza e sforzo in queste aree aiutano significativamente nel percorso. L’industria musicale è dura, e le sole abilità tecniche raramente garantiscono il successo. Tuttavia, con volontà, autogestione, impegno continuo e collaborazione con gli altri, è sempre possibile sopravvivere e prosperare come musicista professionista.

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